Stocchisti abbigliamento online: Sono affidabili e dove è possibile trovarli?

La merce residua e il cambio di stagione

I retailer acquistano i capi d’abbigliamento relativi alle collezioni di moda due volte all’anno: per la stagione autunno inverno e primavera estate. L’ideale sarebbe smaltire il vestiario entro la fine della stagione in corso, ma succede che scorte di magazzino rimangano invendute quando il periodo dell’anno volge al termine.

Il guadagno relativo all’annata i negozianti a quel punto lo hanno già ottenuto, ma ciò che rimane in deposito va smaltito in fretta per far posto alle collezioni della stagione successiva.

Per ottenere un rapido svuotamento degli spazi adibiti alla merce, i negozi danno il via alla campagna dei saldi di fine stagione, applicando sconti fino al 60% per rendere appetibili gli acquisti. Ma in molti casi nemmeno la febbre dei saldi è sufficiente ad eliminare i capi residui e oltre il limite consentito dalla scontistica di liquidazione non è possibile svendere, per ovvi motivi di etica e coerenza professionale.

In questi casi l’ultima leva commerciale a disposizione dei venditori al dettaglio è cedere l’intero parco abiti (quello che resta) ad uno o più stocchisti.

Chi sono gli stocchisti

Una forma di commercio ben collaudata, grazie alla quale i retailer si disfano della merce residua è la vendita per stock.

Gli stocchisti acquistano dai negozi tutto il rimanente della stagione ad un prezzo molto basso, solitamente contrattando riescono a spuntare un prezzo che si aggira intorno al 10-15% del prezzo di listino.

Questo vestiario viene poi ceduto o rivenduto in proprio tramite il canale dei mercatini itineranti, dove ogni capo viene messo in vendita a circa 1/3 del valore di mercato. Da osservare che si tratta di abbigliamento della stagione in corso e dunque ancora di moda.

Il rapporto tra negozianti e stocchisti generalmente è abbastanza consolidato, questa consuetudine si rinnova due volte all’anno e ad ogni stagione gli attori rinnovano lo scambio, con la soddisfazione di entrambe le parti.

Può succedere talvolta che la compravendita stenti ad avvenire oppure che non ci si metta d’accordo sul prezzo; anche in questo caso il commerciante si ritrova ancora una carta da giocare, un’alternativa ulteriore forse ancora più conveniente della cessione allo stocchista di turno.

Gli stocchisti online

Anche per questo modello di commercio il web facilita l’incontro tra domanda e offerta. Già da qualche anno sono attivi sul web società che possiedono data bank molto ricchi di stocchisti online interessati agli acquisti nei periodi di cambio stagione.

Collegandosi alla piattaforma il commerciante può proporre la propria merce, specificando nei dettagli la collezione in questione, le taglie disponibili e le quantità, magari allegando foto della stessa per una maggiore garanzia di comunicazione.

Gli stocchisti collegati alla piattaforma visionano la proposta e formulano un’offerta, che il commerciante valuti e nel caso la giudichi soddisfacente ne formalizza la vendita.

L’organizzazione del sito, una volta impegnate entrambe le parti, procede con il ritiro della merce presso la domiciliazione del venditore, pagando in contanti il prezzo concordato. Tale merce verrà poi recapitata allo stocchista acquirente che paga alla consegna, previo valutazione di conformità della stessa.

I siti online che operano in tal senso prendono una percentuale che si aggira intorno al 10% sul volume d’affari, sia dal commerciante che dallo stocchista.

Questo mercato alternativo soddisfa un pò tutti:

  • il commerciante che può valutare più di un’offerta e magari strappare un prezzo migliore
  • lo stocchista acquirente;
  • la piattaforma web;
  • il venditore del mercatino che si procura merce di qualità;
  • il cliente finale che riesce a comprare un capo firmato ad 1/3 del valore corrente.

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