Termometri strumento principe del meteo

La nascita e l’evoluzione del termometro

Il primo termometro risale al 1607, anno in cui il fisico italiano Galileo Galilei ne sperimentò l’utilizzo esterno e inaugurò di fatto le misurazioni sistematiche che tutt’ora stanno alla base del meteo e dello studio del clima.

Per misurare la temperatura Galileo utilizzò un’ampolla di vetro dal collo lungo e sottile. Galileo notò che se la parte terminale del collo dell’ampolla, capovolta, veniva immersa nell’acqua, all’aumento della temperatura dell’aria esterna, corrispondeva un’espansione dell’aria contenuta nell’ampolla ed il contemporaneo abbassamento del livello dell’acqua.

Viceversa, ad un abbassamento della temperatura esterna, l’aria contenuta nell’ampolla si contraeva ed il livello dell’acqua nel tubo cresceva.

Successivamente, lo stesso Galileo realizzò un nuovo tipo di termometro, questa volta di forma cilindrica e riempito con dell’alcol. termometri

Nell’alcol immerse delle ampolle di piccole dimensioni riempite a loro volta con un liquido differente, che si espandeva di più o di meno rispetto all’alcol. Ad ogni temperatura tendevano a formarsi 2 gruppi di ampolline separate verticalmente da un’ennesima ampolla che segnalava la temperatura esterna.

Al termometro di Galilei fece seguito l’invenzione di Daniel Gabriel Fahrenheit, che nel 1709 ne mise a punto anch’egli una versione ad alcol. Il primo termometro a mercurio venne costruito nel 1725 dallo stesso Fahrenheit e nel 1742 Anders Celsius inventò la scala centigrada che viene attualmente impiegata nella maggior parte dei paesi.

L’importanza del termometro nell’ambito del meteo

Nel meteo, il valore della temperatura dell’aria è uno dei principali dati climatici, probabilmente il più importante ed indicativo circa le condizioni e le conseguenti previsioni del tempo in un luogo circoscritto.

Per ottenere una misura accurata della temperatura dell’aria, il termometro deve essere affidabile e tarato periodicamente. Inoltre, deve essere sistemato a distanza di sicurezza dalle fonti di calore, quali edifici o mura esposte al sole diurno.

Ogni termometro dovrà essere sistemato all’ombra ed al riparo dai fenomeni atmosferici in grado di pregiudicarne il funzionamento.

Proprio per tale motivo, il termometro deve essere sistemato con cura, magari utilizzando una di quelle strutture normalmente chiamate capannine meteo, che a loro volta dovranno essere realizzate nel rispetto degli standard internazionali, fissati dall’organizzazione mondiale della meteorologia.

Gli standard imposti suggeriscono di posizionare la capannina ad 1,50 metri dal suolo e con l’apertura rivolta a Nord (questa regola è valida per il nostro emisfero), in modo che tutti gli strumenti contenuti all’interno della cassetta non vengano alterati dai raggi del sole quando la capannina stessa verrà aperta per effettuare la lettura dei dati climatici registrati dalla strumentazione interna.

Al giorno d’oggi esistono numerosissimi sensori digitali che presentano dimensioni assai ridotte ed un identico grado di precisione.

Malgrado la presenza di strumenti elettronici in grado di registrare i dati meteo in tutta autonomia, il termometro classico a mercurio può essere considerato un valido alleato, in grado di suggerire valori quasi perfettamente identici a quelli rilevati dagli strumenti moderni.

Fonte: Sky Meteo

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